Genitori divorziati o separati: tutto ciò che occorre per portare i figli minori a visitare l’Australia

Una vacanza in Australia può essere motivo di svago, di condivisione, di divertimento per una famiglia. Ma cosa succede se i genitori sono separati o divorziati e uno dei due vuole portare in vacanza con se il figlio minore?
Fare i genitori non è una cosa semplice e può diventare ancora più complesso per quelle coppie separate o divorziate, soprattutto quando non si cerca di venirsi incontro per il benessere e la tranquillità dei figli.
Ovviamente, come da prassi, è il giudice civile che con la sentenza di separazione e divorzio va a regolamentare i rapporti dei rispettivi genitori con il figlio decidendo il tempo che quest'ultimo passerà con l'uno e con l'altro, i fine settimana, le vacanze di natale, le ferie estive e via discorrendo. Eppure, nonostante ciò, può sempre accadere che i rapporti si evolvano, cambino e molti aspetti regolamentati dal giudice, al verificarsi di circostanze particolari, vadano riviste.
Soffermiamoci ora, nello specifico, sull'ipotesi in cui uno dei due genitori voglia portare il figlio minore in Australia per una breve vacanza. Di cosa ha bisogno? Che documenti servono? Come richiedere il visto?

Australia: come fare per andarci in vacanza con il figlio minore nel caso in cui si è separati o divorziati

Una volta ottenuto il consenso e i documenti necessari, che andremo a vedere tra poco, ci si può collegare al sito Visto-Australia.it e richiedere il visto turistico che prende il nome di ETA o eVisitor, a seconda della nazionalità di chi lo richiede.
Ma torniamo ai genitori separati o divorziati. Il fatto di essere separato o divorziato non preclude assolutamente al genitore di portare in vacanza all'estero il figlio minore. Ovviamente ci sono una serie di paletti che vanno rispettati. Ebbene, spesso è la stessa sentenza che determina la cessazione degli effetti civili del matrimonio a regolamentare al suo interno anche gli aspetti relativi a possibili e futuri viaggi del figlio con uno dei due ex coniugi. Ad esempio il giudice, nella relativa sentenza, può vietare ad uno dei due genitori di portare il minore in un certo Stato estero o al contrario può autorizzare a portarlo all'estero anche senza il consenso dell'altro genitore.
In linea generale però, per i genitori divorziati o separati vigono le stesse regole previste per i genitori regolarmente coniugati e cioè il consenso espresso da entrambi che autorizzi uno dei due a ottenere i documenti necessari per l'espatrio: carta d'identità e passaporto.
Se uno dei due nega all'altro il consenso, quest'ultimo può rivolgersi al giudice tutelare e se questo ravvisi l'inesistenza di un giustificato motivo, alla base del diniego, può emettere un provvedimento che acconsenta al rilascio del passaporto e della carta d'identità, nonostante l'altro coniuge abbia manifestato il suo dissenso.
In questo caso quindi, per il rilascio dei documenti di viaggio, è sufficiente andare in questura o all'ufficio comunale e portare il nulla osta emesso dal giudice.
Il giudice può invece proibire il rilascio dei documenti necessari e vietare l'espatrio solo in tre casi:

  • – se il viaggio deve aver luogo in un Paese considerato pericoloso per motivi igienico-sanitari o per motivi di sicurezza;
  • – se si ha il ragionevole dubbio che con questo viaggio si voglia sottrarre il minore all'altro genitore;
  • – se il viaggio ha una durata tale da inficiare il diritto dell'altro genitore a trascorrere del tempo con il figlio.

Se invece entrambi i genitori autorizzano il viaggio, debbono presentarsi insieme in questura o all'ufficio comunale o, in alternativa, si può presentare solo uno dei due munito di carta d'identità dell'altro genitore e dichiarazione originale sottoscritta da quest'ultimo.
Quanto appena detto vale sia in caso di affido condiviso che in caso di affido esclusivo del figlio minore.

Vacanza in Australia con un figlio minore: il visto da richiedere

Una volta ottenuto il consenso dell'altro genitore e richiesta sia la carta d'identità che il passaporto, il successivo step del genitore separato o divorziato che vuole portare in Australia il figlio minore, per una breve vacanza, è la domanda del visto.
Il visto turistico, che prende il nome di ETA o eVisitor, va richiesto online e prevede una procedura semplice e molto veloce.
Il visto, una volta ottenuto, avrà una durata di un anno e consentirà al genitore e al minore di fare ingresso e soggiornare in territorio australiano per un periodo massimo di tre mesi.
La diversa denominazione del visto è data solo dai differenti soggetti che inoltrano la domanda nel senso che se questa viene fatta da cittadini asiatici, statunitensi o canadesi il visto prenderà il nome ETA, se invece viene richiesto dai cittadini europei, tra cui gli italiani, si parlerà di eVisitor.
Tra i requisiti necessari per richiederlo troviamo:

  • – non aver subito condanne penali di durata superiore a 12 mesi;
  • – non essere affetti da tubercolosi;
  • – essere in possesso di una email e di una carta di credito;
  • – essere titolari di un passaporto in corso di validità.

Proprio in relazione a quest'ultimo punto bisogna fare una precisazione molto importante, il visto ETA o eVisitor non ha una sua materialità, non esiste nessuna etichetta, ma viene semplicemente associato elettronicamente al numero del passaporto fornito al momento dell'inoltro della richiesta. Tutto ciò comporta che nel caso in cui venga cambiato il passaporto prima del viaggio, ad esempio per scadenza, al numero del nuovo passaporto non corrisponderà alcun visto, di conseguenza occorrerà richiedere un nuovo visto.

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