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Maroni lancia il Patto per la sicurezza dei laghi

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maroni_tavolo_sicurezzaVARESE - Due regioni, cinque province e 82 comuni per un bacino di oltre 400mila residenti. Questa mattina (venerdì 5) a Villa Recalcati si è tenuta la prima riunione operativa del "Patto per la sicurezza dell'area dei laghi insubri", cioè il Maggiore, il Ceresio e quello di Como.

A tirare le file del progetto è il Ministro degli Interni Robero Maroni. "Vogliamo tutelare un'area specifica che ha delle particolarità - afferma il numero uno del Viminale – con il termine sicurezza non intendiamo solo il contrasto al crimine ma anche gli interventi in caso di calamità e la navigazione sicura. Occorre un coordinamento di tutte le forze dell'ordine, per migliorare l'efficienza dei servizi esistenti e per intervenire laddove invece i servizi mancano". Maroni ripone molte aspettative in questo progetto, sulla base dei risultati ottenuti da quello analogo sviluppato nel 2009 sul lago di Garda.

I CONTROLLI

"I controlli ordinari sono aumentati del 223% e quelli legati ai grandi eventi del 68% - spiega il ministro – mentre la prostituzione nella zona è calata del 150% e i reati ad essa connessa del 240%". Nelle ipotesi dei promotori, il Patto per la sicurezza dovrebbe prendere ufficialmente il via nel mese di aprile. Nel frattempo, verranno effettuate una serie di ricognizioni per valutare le risorse a disposizione. "Se ci sarà bisogno di ulteriori investimenti, li stanzieremo", assicura Maroni. Un ruolo importante per quanto riguarda uomini e mezzi, soprattutto Vigili del fuoco, lo rivestirà l'aeroporto di Malpensa, pur non facendo tecnicamente parte del Patto.

COINVOLGERE LA SVIZZERA

Per ora il progetto è tutto italiano, ma l'obiettivo è quello di coinvolgere anche la Svizzera per quanto riguarda i tratti di sua competenza dei laghi Maggiore e Ceresio. Finora i vicini elvetici, contattati tramite la Regio Insubrica, si sono però limitati a mandare una lettere nella quale esprimono un interesse di massima. "Penso che a loro convenga collaborare con le autorità italiane per la sicurezza delle loro acque – spera tuttavia Maroni – mi aspetto che partecipino al progetto. Tra l'altro sarebbe la prima volta che l'Italia stipula un patto in materia di sicurezza con un Paese non appartenente all'Unione Europea".

Michele Mezzanzanica

 

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