Dopo l'approvazione in giunta, il Piano Provinciale per la gestione integrata dei rifiuti è passato anche in Commissione tutela Ambientale Ecologia ed Energia della Provincia di Varese.
Come aveva già spiegato l'assessore di Villa Recalcati Luca Marsico il Piano 2009 ha validità temporale ben definita, ovvero 2008 - 2013, e non sposta gli equilibri fin qui raggiunti.
I DATI
Comparando la situazione attuale a quella che potrebbe verificarsi entro il 2013 nello stesso piano presentato dalla giunta Galli, emerge che ad oggi i rifiuti del varesotto sono smaltiti per il 55% con la raccolta differenziata (quindi riciclati), il 20% confluisce nella discarica di Gorla e l'11,5% viene smaltito dal consorzio Accam SpA nell'inceneritore di Borsano. Il Piano Rifiuti che raccoglie il lascia passare in commissione prevede una diminuzione della produzione di rifiuti del 3% sul totale, con iniziative di sensibilizzazione sulla raccolta differenziata, che secondo le stime dovrebbe aumentare fino al 65% entro la fine del 2013. Per essere in linea con il revamping di recente votato dal CdA di Accam (il consorzio dei 27 comuni che gestisce l'unico inceneritore in provincia sul territorio di Busto Arsizio) il piano provinciale prevede che l'inceneritore debba avere una potenza complessiva di smaltimento di 125 mila tonnellate all'anno, che vuol dire circa 350 tonnellate al giorno, in perfetta sintonia con le 400 tonnellate giornaliere indicate nel piano di revamping.
NON SONO MANCATE LE POLEMICHE
Non sono di certo mancate le polemiche su questo passaggio così importante dell'amministrazione provinciale, indiscrezioni nei giorni scorsi hanno parlato di procedure di commissariamento già avviate da parte della regione, che con la legge 26/2003 obbliga le province lombarde ad essere autosufficienti in materia di smaltimento rifiuti, e la Provincia di Varese fino a maggio del 2010 (quando il piano rifiuti verrà votato in consiglio provinciale) è ancora inadempiente. Nella serata di martedì, durante la commissione, all'assessore Luca Marsico è stata anche rivolta una domanda specifica, Ivan Catalano del MeetUp di Busto Arsizio (che ha filmato i passaggi chiave della discussione e li ha messi a disposizione sul sito di operazione fiato sul collo) ha rivolto una domanda in chiusura di battenti: "Se si usano centri di riciclo standard e non come quelli di Vedelago proposti in commissione a Busto Arsizio, si può separare ancora il 25% di imballaggio buttato erroneamente dal cittadino nella frazione secca, il centro sarebbe in grado di recuperare tramite il CONAI questo imballaggio. Il restante 75% del residuo è sempre plastica, carta, vetro alluminio e metallo ferroso. Vorrei chiedervi quali sono gli sforzi che la provincia può fare per andare a recuperare questa materia prima?"
LA RISPOSTA DI MARSICO
Un po' seccato, l'assessore Marsico rispondeva: "Io non voglio fare sfoggio di latinismi, però i latini dicevano: Primum vivere, deinde philosophare, dobbiamo andare a vedere il problema in una sua prospettazione di macro soluzione riferita alla situazione. Dobbiamo lavorare per una capacità che porti a una migliore differenziata e a una riduzione dei rifiuti, ma non siamo ancora in grado di "filosofare". Quando saremo in grado di avere questi standard di eccellenza lei avrà ragione". L'urgenza del problema sembra non lasciare scampo alla giunta Galli che ora si appresta all'ultimo atto in consiglio provinciale. Nel frattempo, sul sito della Provincia si legge che: "la proposta di Piano Provinciale per la Gestione dei Rifiuti, unitamente allo Studio di Incidenza, al Rapporto Ambientale ed alla Sintesi non tecnica del Rapporto Ambientale sono depositati presso il Settore Ecologia ed Energia della Provincia di Varese ubicato in Varese in libera visione. Chiunque ne abbia interesse, anche per la tutela degli interessi diffusi, può presentare, entro il 14 dicembre 2009, eventuali contributi, suggerimenti, proposte, pareri ed osservazioni, anche fornendo nuovi e ulteriori elementi conoscitivi e valutativi". L'indirizzo da usare è Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. . C'è da giurarci che le osservazioni saranno molteplici, come molteplici sono gli elementi da valutare, aldilà delle emergenze, quando si tratta di salute e ambiente.
Igor Nudo









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