SOLBIATE ARNO - Nessuno fugga dalla nave che sta affondando, nessuno salga sulle scialuppe di salvataggio abbandonando il veliero che sta imbarcando acqua a secchiate. Sì perché solo gli uomini veri non scappano quando una nave affonda e ora dalle parti di Solbiate Arno servono uomini.
Gli stessi uomini che sono scesi in campo domenica nella bergamasca dando tutto quello che avevano dentro dimostrando enorme attaccamento alla maglia.
MAGLIA STORICA
Sì perché la mitica casacca nerazzurra della Solbiatese ha un valore speciale fatto di storia, passione e tradizione centenaria. Una maglietta pesante che deve inorgoglire chi la indossa a dispetto delle difficoltà del momento perché il passato è un interlocutore di cui tener conto, un rivale da fissare negli occhi con rispetto. Ora, ancor più di prima, a maggior ragione. Perché la sofferenza forgia e fortifica e questa esperienza farà maturare esponenzialmente chiunque decida di non scendere dalla nave inzuppata d'acqua accettando di svuotarla con la forza di mani e secchi.
GUARDARE AVANTI
Al bando le lagne e i vittimismi, la Solbiatese deve guardare avanti con fiducia ricompattandosi all'interno e raggiungendo un obiettivo, la salvezza, che alla fine avrebbe il sapore del miracolo sportivo. Sarebbe come aggiungere un'altra stelletta alla storia secolare di questa gloriosa società . Chi ha voglia di frignare se ne stia a casa o chieda di essere trasferito ma chi ha voglia di seguire Ernestino Ramella impugni spade e coltelli scendendo in trincea, come fanno gli uomini veri e non i topi. Perdere in un colpo solo Donghi, De Nardin e Castellazzi (loro sarebbero anche rimasti ma la società ha dovuto scegliere diversamente) è una botta pesantissima, inutile nascondersi. Dopo lo smarrimento iniziale è, però, doveroso reagire per non tradire gli enormi sforzi compiuti dalla società per confezionare un settore giovanile, che è un fiore all'occhiello, e per non vanificare i sacrifici fatti da una squadra che finora, almeno sul piano del gioco e della determinazione, non si è piegata a nessuno dimostrando carattere e qualità .
RAMELLA CONDOTTIERO
Ernestino Ramella e il direttore generale, Giacomo Diciannove, hanno già dato il buon esempio motivando a loro modo una truppa confusa dopo le celebri partenze. Così Ramella espulso sembra quasi come il capitano del vascello che non ci sta ad affondare e, urlando e sbraitando, chiama i suoi marinai a raccolta perché la tempesta non è ancora passata ma forse lavorando tutti insieme nella stessa direzione be' allora tutto diventa più facile e anche la salvezza può sembrare più vicina. Ora è inutile cercare dei colpevoli e fasciarsi la testa. Battiston legittimamente ha stretto i cordoni della borsa ridimensionando il progetto ma l'obiettivo, nonostante tutto, resta a portata di mano perché nessuno gioca al calcio come la Solbia con quella brillantezza e spensieratezza che in tanti hanno potuto ammirare. A giugno si vedrà ma ora servono unità d'intenti e compattezza e chi non se la sente può anche abbandonare la nave nerazzurra ma poi non chiamateli uomini.
Pino Vaccaro









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