
"Nessuna distinzione fra le vittime"
CASSANO MAGNAGO - I morti non hanno colore ma il loro ricordo, evidentemente, sì. Continua a far discutere la decisione dell'amministrazione comunale di Cassano Magnago di celebrare in un'unica manifestazione commemorativa, Memoria e Ricordo, equiparando alla "memoria" delle vittime dell'olocausto, il "ricordo" di quelle delle foibe.
Alla cerimonia, svoltasi domenica mattina davanti al cimitero di Cassano, sono intervenute solo le autorità e qualche associazione di reduci che hanno deposto una corona di alloro e ascoltato le parole di un amareggiato sindaco Aldo Morniroli (vedi foto) che, evidentemente, si aspettava ben altra partecipazione. In una lettera, il partito dei comunisti italiani di Cassano Magnago, avevano preannunciato la loro mancata adesione all'avvenimento per protestare contro la decisione, a loro dire sbagliata, di unificare la Giornata della Memoria (27 gennaio) e quella del Ricordo (10 febbraio). La prima in memoria delle vittime dell'olocausto e dei lagher nazisti, la seconda, per non dimenticare quelle delle foibe d'Istria, Dalmazia e Fiume, per mano dell'esercito Jugoslavo. Centinaia di migliaia di cadaveri accomunati dall'essere vittima dello sterminio di massa e dall'odio razziale che, l'esecutivo guidato dal sindaco Aldo Morniroli, ha scelto di commemorare insieme, senza distinzione. Un po' per scelta politica, un po' per motivi organizzativi.
Scelta condivisa dalla Lega Nord di Cassano Magnago, partito di maggioranza che appoggia il sindaco in consiglio comunale, che, in una nota, ha definito le vittime delle foibe, "la Shoah dei veneti". "La forza di un popolo che pur di non soccombere alla violenza politica e sistematica pulizia etnica - scrivono Matteo Sommaruga, Alessandro Longoni e Luca Renna -, ha decretato la propria Shoah il proprio olocausto; ancor oggi purtroppo a fatica riconosciuto da certa retriva cultura. Disperdendosi, dopo quasi un millennio, ai quattro angoli del mondo".
rm









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