Alle Scuderie Martignoni di Gallarate l'Associazione Amici dei Bancari di Varese e Lombardia ha tenuto il primo convegno, insieme alla Uilca di Varese, dal tema ben preciso: "Banche: come difendersi".Affrontare con serenità l'approccio al sistema "investimenti & finanziamenti" è stato il centro della discussione che ha coinvolto anche il pubblico.
Le Istituzioni hanno il loro compito
Il vicesindaco di Gallarate Paolo Caravati e Daniel Luca Ferrazzi (Assessore all'Agricoltura della Regione Lombardia) hanno aperto la serata ricordando come la crisi che sembra ormai aver superato il momento più duro sia stata meno impattante per la nostra economia. "In Italia – ha ricordato l'Assessore – le banche danno i soldi a chi già li ha, in altre culture l'indebitamento è arrivato a livelli ben più alti". L'importanza di avere uno sportello che possa essere d'aiuto concreto per tutti, a partire dalle famiglie, è un punto che interessa anche la politica "che deve creare un sistema al servizio del cittadino".
Alberto Zonca, responsabile della Uilca – Varese, ha sottolineato come la situazione non sia ancora fra le più rosee. "nel 2009 il bilancio fra aziende avviate e aziende chiuse, in Provincia di Varese,si è chiuso per la prima volta dopo moltissimi anni in negativo". Proprio per questo motivo "la funzione di un servizio non deve essere quella di perdersi in chiacchere, ma di fornire uno strumento di sostegno valido e concreto al rapporto tra correntista e istituto di credito".
L'importanza dell'informazione
Nocciolo fondamentale della serata, che ha poi aperto anche i commenti e le domande del pubblico, la necessità di avere alla base una buona informazione. "Avere una discreta conoscenza del prodotto che si vuole comprare è importantissimo – ha precisato l'avvocato Giampaolo Valcavi – lo si fa per l'automobile, per la casa, ma non li si fa per un prodotto finanziario. Bisogna creare un servizio che sia in primo luogo una fonte d'informazioni e di aiuto pratico".
Missioni possibili e missioni impossibili
Ricordando come le banche di una volta siano sparite per fare posto ai grandi gruppi "nazionali", il dott. Filippini ha messo l'accento sull'allontanamento nei rapporti fra chi gestisce la banca e chi alla banca chiede un servizio. "Molti anni fa l'imprenditore locale che entrava in banca trovava delle persone di fronte, con le quali dialogare e confrontarsi. A volte eravamo noi a sconsigliare un prestito piuttosto che un investimento, perchè si faceva consulenza nel vero senso della parola".
Se si pensa che la maggioranza delle persone attribuisce alle banche le responsabilità della crisi economica, può sembrare utopistico lo spunto del dott. Filippini, secondo il quale "le banche devono tornare ad avere un valore sociale". Un compito arduo per chi tenta di far luce sulle complessità finanziarie. Nel frattempo, in via Medaglie D'oro a Varese, l'Associazione Amici dei Bancari inizia col restituire un valore (l'informazione) alla società .
Igor Nudo









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