BESNATE - "Come essere ancora in un tunnel, ma vedere la luce". Così ha descritto la crisi legata alle Pmi lombarde l'assessore regionale alle Infrastrutture, Raffaele Cattaneo durante l'incontro con gli imprenditori svoltosi ieri sera, 9 novembre, a Besnate. Un tavolo di confronto a cui erano presenti anche il Senatore Massimo Garavaglia, l'on. Daniele Marantelli, Bruno Bossina, direttore regione Lombardia di Intesa San Paolo, Massimo Mazzucchelli, della delegazione lombarda di Impresecheresistono, Giovanni Corbo, assessore ai Lavori pubblici di Besnate e Matelda Crespi, vice direttore della sede Inps Milano. A fare da moderatore il giornalista del Corriere Dario Di Vico. Seduto tra gli imprenditori intervenuti numerosi alla serata anche il sindaco di Besnate, Donata Bordoni.
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COSA E' EMERSO
Banche, fisco, studi di settore ma non solo. Oltre agli aspetti tecnici, sono due le problematiche emerse dal dialogo fra imprenditori e istituzioni. Da una parte sembrerebbe esistere un gap comunicativo fra chi ha il potere decisionale e chi vive la quotidianità dell'azienda. Un problema non da poco, un deficit di informazione interna capace di causare enormi ritardi burocratici che, come in un effetto domino, si ripercuotono sulle aziende. Dall'altro l'evidente mancanza di una strategia territoriale a supporto delle nostre piccole e medie aziende messo in evidenza anche da qualche imprenditore in sala. Aziende che facendo per di più parte del settore della sub-fornitura (terzisti) finiscono per dipendere dai voleri (e dagli ordini) di pochi, pochissimi clienti. Se fino a qualche anno fa tutto procedeva a perfezione, con l'arrivo della crisi l'ingranaggio si è inceppato. Chi in questi anni si è adagiato nella bambagia oggi rischia grosso; chi invece ha saputo guardare avanti per tempo ha guadagnato qualche possibilità di sopravvivenza in più. Allora sembra chiaro il messaggio lanciato anche dall'assessore Cattaneo: "Bisogna sostenersi per uscire insieme dalla crisi rafforzando l'imprenditorialità territoriale". Bisogna dunque cambiare il modo di concepire queste industrie sul territorio. La carenza di rappresentazione delle Pmi da parte delle loro associazioni evidenzia la necessità di nuove risposte all'interno di un contesto più ampio e di una strategia di più ampio respiro che possa includere anche una politica industriale.
BRUNO BOSSINA, INTESA SAN PAOLO
A far emergere alcune di queste problematiche è stato l'intervento di Bruno Bossina. Malumori in sala quando il direttore e membro del Cda di Intesa San Paolo ha parlato delle iniziative portate avanti dalla "sua" banca per venire incontro ai piccoli imprenditori. "Sono stati prorogati i pagamenti dei mutui per un anno e le linee di credito sono state postergate a 270 giorni di scadenza". Bossina ha poi invitato le aziende a "capitalizzare di più in modo da poter ottenere più credito dalle banche; Intesa ha una leva da 1 a 4". Ma la frase che ha fatto reagire male qualche imprenditore è stata quella pronunciata sul finire del suo intervento: "Qualche azienda ce la farà , qualche altra dovrà chiudere. Ma questo fa parte del gioco". Una frase che poco è piaciuta ai presenti e che ha suscitato reazioni colorite. Reazioni non sterili però che hanno portato anzi ad evidenziare quel vuoto comunicativo e informativo che esiste fra la parte dirigente/politica e quella delle imprese.
L'ASSESSORE RAFFAELE CATTANEO
"Le imprese non devono morire. Ogni impresa è un patrimonio che non si recupera più". Così ha iniziato il suo discorso l'assessore regionale Raffaele Cattaneo (vedi foto). "Varese è la provincia che ha utilizzato più ore di cassaintegrazione. A ottobre c'è stata un'inversione di tendenza che ha visto calare i dati del 24% in Lombardia. E' un po' come essere con un treno in una galleria durante un incendio - ha spiegato -: il locomotore vede la luce che gli sta davanti, ma i vagoni dietro sono ancora al centro del tunnel e nel fumo. Non bisogna sottovalutare i segnali positivi ma riuscire a dare segnali per allentare la tensione". A tal proposito Cattaneo ha poi parlato delle 13 misure anti crisi elaborate dalla Regione per dare un po' di ossigeno alle imprese. Ecco allora i confidi, la creazione di forme alternative di accesso al credito (Made in Lombardy), una serie di strumenti per sostenere l'innovazione e l'imprenditorialità , gli ammortizzatori sociali e le opere infrastrutturali. "Serve svegliare le associazioni - ha poi concluso -. Bisogna unirle non dividerle e creare delle realtà che sappiano mettere insieme le proprie forze per rafforzare l'imprenditorialità territoriale".
SENATORE MASSIMO GARAVAGLIA
"Bisogna trovare il modo di ridurre le tasse - ha dichiarato il Senatore Garavaglia -. Attenzione però che tanti rappresentanti depotenziano la richiesta". Riferendosi poi all'Irap, "la tassa più odiata perchè si paga anche quando si è in perdita", il Senatore ha spiegato che si partirà proprio dai più piccoli, rendendo deducibile la tassa anche dall'Iva. Oltre ad una politica aggressiva di tutela del marchio, il Senatore Garavaglia ha parlato della necessità di un'operazione di sistema: "Il peso e l'inefficienza della nostra macchina pubblica grava sulla crisi. Serve un'operazione di sistema", ha detto.
ONOREVOLE DANIELE MARANTELLI
L'on. Marantelli (Pd) ha parlato di presente e futuro delle Pmi. "L'Italia è ferma, non cresce. Dobbiamo chiederci cosa possiamo fare oggi per dare una scossa a questa situazione - ha continuato l'Onorevole -. Da parte nostra chiediamo che si possano muovere un po' di miliardi per smuovere l'economia e rilanciare i consumi. Si devono aiutare le Pmi con investimenti e dar loro un sostegno che non venga solo dalle banche. Ciò che serve - conclude - è una politica industriale non per i prossimi dieci giorni, ma per il prossimo decennio".
Benedetta Magistrali













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